Ancora su immigrazione e criminalità. On Immigration and Crime Again

Posted by pratichesociali on Feb 7th, 2010 and filed under Social Topics, by pratichesociali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry from your site

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Tratto da: Extracomunitari e crimine

di Giulio Zanella e Paolo Buonanno

Fonte: noiseFromAmerika

… Riassumiamo: esiste una correlazione positiva tra extracomunitari e crimine ma è molto difficile dire quanta di questa correlazione sia causale. Tuttavia deve essere almeno in parte tale perché gli stranieri residenti in Italia hanno una più alta propensione al crimine. Tuttavia, questa maggiore propensione è dovuta alle particolari caratteristiche socioeconomiche (incluse le condizioni di lavoro e le condizioni residenziali) di chi ha scelto di emigrare in Italia nonché al trattamento giuridico degli immigrati.

Con questo quadro in mente vorremmo porre la questione che a noi sembra importante. Definiamo per un momento la qualità di un immigrato come l’inverso della sua propensione a delinquere. Perché in Italia ci sono immigrati mediamente di bassa qualità? Non è una regola dell’immigrazione questa: ad esempio il sociologo Robert Sampson ha trovato che gli immigrati negli Stati Uniti sono di alta qualità nel senso che hanno una minore propensione al crimine dei locali–negli Stati Uniti pare esserci in questi anni una correlazione negativa tra immigrazione e crimine.

Noi non sappiamo quale sia la risposta a questa domanda, né se la qualità degli immigrati in Italia sia già bassa al loro arrivo o peggiori una volta che sono qui, ma pensiamo sia importante porre la questione e iniziare a mettere in fila possibile risposte. Ecco alcune possibilità che ci vengono in mente.

In Italia c’è un sistema di enforcement (cioé il far rispettare le leggi e le regole più in generale) e deterrenza, nonché una cultura dove l’omertà è tutto sommato una virtù, che favoriscono il crimine.

Siamo un paese in declino, dove è difficile se non impossibile competere (un pakistano può diventare tassista a Roma così facilmente come può farlo a Madrid, Londra, o New York?) ed emergere.

Siamo così “teneri” coi criminali (indulti, amnistie, immunità, prescrizioni ridotte, depenalizzazioni, forse tra un po’ processi a tempo e chi più ne ha più ne metta) che delinquere è un’opzione più attraente che altrove.

Molti stranieri che vengono a lavorare in Italia finiscono loro malgrado in condizioni di marginalità economica, sociale, e legale.

Se questo è quello che sta succedendo, come noi crediamo che sia, cosa si può fare? Di sicuro si può controllare appieno lo status giuridico degli immigrati: se il governo crede che ci sia un nesso causale tra extracomunitari e crimine, può iniziare a facilitare l’acquisizione della cittadinanza e a far si che sia molto difficile per uno straniero in buona fede essere un immigrato irregolare e finire ai margini o nel pieno dell’illegalità.

Ma si possono anche influenzare le caratteristiche socioeconomiche degli immigrati: queste sono infatti le caratteristiche di coloro che un paese riesce ad attrarre. Si possono, in primo luogo, disegnare politiche dell’immigrazione che favoriscano l’ingresso di stranieri con caratteristiche migliori. Ma si possono anche migliorare le caratteristiche degli stranieri che decidono di rimanere in Italia. Ad esempio facilitando i ricongiungimenti familiari. Ad esempio impedendo che chi viene qui per lavorare venga trattato come una bestia (non vorremmo che in tutto questo marasma qualcuno si dimenticasse che cosa ha provocato la rivolta dei braccianti in Calabria o le condizioni in cui vivevano). Si potrebbe anche rendere il sistema di polizia e giudiziario più efficiente per davvero.

Se non mettiamo sul tavolo queste domande (invece degli inutili slogan xenofobi o xenofili che siano) difficilmente faremo passi avanti nella politica dell’immigrazione.

L’articolo completo e i commenti qui.

ACLU: Criminalizing Undocumented Immigrants Not in Our Best Interest

di Alex DiBranco

Fonte: Change

The American Civil Liberties Union has a new issue brief out criticizing attempts by state and local law enforcement to prosecute undocumented immigrants under criminal laws in the past few years as harmful to society.

The ACLU points out, “The act of being present in the United States in violation of the immigration laws is not, standing alone, a crime.” Being undocumented is a civil offense; however, we have seen major increases in “federal prosecutions for illegal entry and reentry of the United States,” a related infraction which can be prosecuted as a misdemeanor or felony. (About half of undocumented immigrants entered illegally, in contrast to entering legally but overstaying visas.) It’s gotten to the point that half of all federal criminal cases are immigration prosecutions. Simultaneously, the number of prosecutions for “gun trafficking, public corruption, organized crime and white-collar crime” went down.

Gun trafficking and organized crime are overt dangers to society and people’s lives that should be a top priority for criminal prosecutions. And I’d love to see more smug white-collar criminals prosecuted for screwing over the economy, gouging customers, and gipping workers (a cost to America to the tune of at least $300 billion a year, according to the FBI) — but prosecutors choose to go after 97% of immigration law crimes referred to them, while passing over half of white collar crimes. Prosecutors are going for the easy game — gun traffickers and white collar criminals can put up a good fight with fancy lawyers, while undocumented immigrants are vulnerable pickings.

Attempts by state and local government to pass laws in some way criminalizing undocumented status have generally been ruled unlawful, the ACLU points out, since the federal government retains sole authority to regulate immigration — although that hasn’t stopped states like Arizona from thinking about giving it another go. But the ACLU warns that it’s also a waste, given limited resources, to choose to criminally prosecute undocumented immigrants simply for their lack of legal status, when there are more dangerous, harmful criminals to worry about. And that hurts the well-being of our country.

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